IL VERDE PUO’ ESSERE ANCHE OSPITALITA’, CONDIVISIONE E CULTURA E NON SOLO BELLEZZA?

gio 26 agosto 2021

Occupandomi di alberi in tutta Italia, da tanti anni sono spesso in viaggio e dovendo spesso fare trasferte di più giorni mi trovo a dormire e ad essere ospite di strutture ricettive di vario genere.

Personalmente non mi è mai piaciuta la definizione di “verde ornamentale”, sono da anni fermamente convinto che il verde possa essere non solo “ornamentale”, ma anche e soprattutto strumento di aggregazione, luogo di cultura e generatore di rapporti umani e conviviali nonché produttore di sane attività lavorative.

Mi è capitato in passato di prendermi cura di alberi anche importanti presenti ad esempio all’interno di vigne o di aziende in genere che si prendono cura del loro verde con particolare attenzione anche se quest’ultimo non rientra nel reale ciclo produttivo dell’azienda stessa.

Mai però avevo riflettuto su come un albero, un gruppo di alberi o un giardino potessero entrare realmente a far parte della vita di una struttura ricettiva e materialmente ad incrementarne le attività aumentando la percezione di benessere che l’ospite ha soggiornando in tale luogo.

A tutti noi è sicuramente capitato di entrare in un Hotel o B e B e vedere un bel giardino, magari ammirarlo, ma alla fine non viverlo.

Ultimamente sto notando una profonda inversione di tendenza: il giardino non deve essere solo un bel quadro, ma un opera interattiva da vivere a ogni livello sensoriale.

C ‘è la riscoperta da parte degli operatori dell’ospitalità di far vivere il giardino e i propri alberi agli ospiti come parte integrante della struttura, coinvolgendo gli uni e gli altri in diverse attività interdisciplinari che vanno dalla lettura di libri circondati da verdi fronde a degustazione di vini all’aperto o all’ombra di grandi alberi ai trattamenti fisioterapici in giardino stesi sull erba.

Tutto questo può non sembrare una novità in realtà l’approccio nuovo che ho notato in diverse strutture è che se prima queste cose si facevano semplicemente “sfruttando” l’ambiente che ci circonda, ora questi operatori illuminati cercano anche di trasferire la cultura per l’albero e il territorio verso l’ospite che usufruisce del servizio.

Cercano cioè durante una degustazione, ad esempio, di informare il visitatore sotto che albero sta degustando o di che fiori sente il profumo, cerca di trasferire l’importanza di avere biodiversità per avere un prodotto eccelso.

Questo approccio, che personalmente mi ha entusiasmato, si riflette poi nel tipo di gestione del verde della struttura.

Non si punta più ad avere prati iperverdi e perfetti, ma poco sani e usufruibili, si punta piuttosto ad avere prati fioriti e naturali dove l’ospite possa sdraiarsi o i bambini giocare.

Anche nella gestione degli alberi si predilige un approccio naturale, che punta sicuramente a rendere l’albero “frequentabile “ dagli ospiti, ma senza spingersi all’eccesso di farlo sembrare finto.

Ultimamente, come succede spesso quando dico il lavoro che svolgo, in una struttura la proprietaria mi ha chiesto di dare uno sguardo ai suoi alberi, volentieri ho fatto due passi nel giardino, molto naturale con un richiamo al paesaggio di campagna in cui la struttura è immersa, ho notato una grossa Quercia con diversi grossi rami secchi ed evidenti segni di trinceramento( l’albero crea una chioma più in basso dando ormai persa la parte alta, lentamente si autopota per abbassarsi ed essere meno vulnerabile dagli agenti atmosferici) al che mi sono permesso di suggerire due soluzioni: o pulirla dai rami secchi o lasciarla al suo destino e usarla per far cultura dell’albero e far vedere agli ospiti come un albero si autorigenera in caso di difficoltà, dimostrare cioè l’incredibile resilienza degli alberi.

La seconda opzione è piaciuta molto segno che sta nascendo una nuova consapevolezza, una nuova voglia di trasferire conoscenze sugli alberi e sul territorio che ci ospita e chi meglio di chi gestisce un luogo che ospita persone da tutta Italia e da tutto il mondo può farlo?

Mi da fiducia vedere che le strutture stesse vengano impostate per far vivere il verde sia a livello emozionale che culturale, quindi non solo con la classica passeggiata in giardino, ma magari accompagnandola da musica classica o da letture di passi di libri dove vengono citati gli alberi e gli arbusti presenti nel giardino!

Spero vivamente che questa tendenza continui e si allarghi sempre più la comunità di queste Eco strutture, Eco non solo nella gestione a livello energetico o gestionale, ma anche e soprattutto nella diffusione di cultura dell’albero e del territorio.

Come Arboricoltore sono contento che ci siano strutture così che investono su questa diffusione della cultura del verde non solo bello, ma anche utile, sono un valido strumento per veicolare il messaggio dell’importanza degli alberi nella nostra vita e nelle nostre città.

 

Agriturismo Ferdywww.agriturismoferdy.com

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